Perfetti sconosciuti

Ho atteso tanto il 2 gennaio per potermi godere “Perfetti Sconosciuti” di Paolo Genovese, e ne è valsa la pena?
Il cast è stellare, per la precisione è stellare per me, perché raggruppa in parte degli attori che trovo particolarmente interessanti nel panorama cinematografico italiano e mi riferisco a Marco Giallini,Edoardo Leo e Valerio Mastandrea.

Il film si svolge intorno ad una tavola, che vede riuniti degli amici per una serata goliardica.

La casa è quella di Eva (Kasia Smutniak) e Rocco (Marco Giallini) sposati e una figlia che non va molto d’accordo con la madre e che trova come unico confidente il padre.

Gli invitati sono: la neo coppia Cosimo (Edoardo Leo) e Bianca (Alba Rohrwacher), Lele (Valerio Mastandrea) e Carlotta (Anna Foglietta) e il neo – single Beppe (Giuseppe Battiston).

Durante la cena Eva, chiede ai commensali se hanno dei segreti e se sono disposti a mettere sul tavolo il proprio cellulare, e rispondere ai messaggi e alle telefonate che riceveranno durante la cena e di mettere al corrente tutti di ciò che viene detto e scritto.

Anche se con qualche titubanza iniziale, tutti i commensali decidono di accettare la sfida.

Si scopre così che Rocco, grande chirurgo è da tempo in analisi, e che la moglie Eva (psicologa) non era al corrente del fatto, anche se entrambi sanno bene che il loro matrimonio sta affrontando una crisi.

La stessa Eva, ha intenzione di rifarsi il seno, ma il chirurgo non sarà il marito, che non viene considerato all’altezza dallo stesso padre della moglie.

Bianca si sente di nascosto con il suo ex fidanzato, ma non perché lo ami ancora per riuscire a sbloccare il ragazzo da una situazione sentimentale abbastanza burrascosa che sta avendo con la nuova fidanzata.

Lele, ha un’amicizia particolare con una ragazza che alle 22,30 in punto di ogni sera gli invia delle immagini osè, così chiede all’amico Beppe di scambiarsi il cellulare, e così fanno.

Alle 22,30 arriva il famoso messaggio e gli amici pensano che sia dell’amico single.

Al contrario sul telefono di Beppe, che ora ha Lele, iniziano ad arrivare messaggini da un certo ragazzo e che farà intendere che Lele sia omosessuale e lo ha nascosto a tutti persino alla propria moglie.

Lele però ha capito, il segreto di Peppe, e piuttosto che rivelarlo decide di continuare a far pensare ai propri amici di essere omosessuale.

Carlotta, ha una relazione virtuale con una persona, ha inoltre intenzione di ricoverare la suocere presso una casa di cura ad insaputa del marito ma il segreto più grande è che una nota guidando ubriaca ha investito ed ucciso un uomo, ma del cui evento se ne è preso la responsabilità proprio Lele, per evitarle il carcere.

Cosimo, il quale, per tutto il film sembra essere la persona più integerrima, si scopre uno che odia gli omosessuali e ha avuto più di una relazione extra coniugale, una che viene scoperta durante la cena, e l’altra che rimarrà nascosta agli amici.

La prima lo renderà padre, al seconda è quella che ha instaurato con la moglie del suo amico Rocco, ovvero Eva.

Questo gioco romperà gli equilibri della compagnia, nessuno sarà più lo stesso.

Ma finirà così il film??? E’ proprio questo che mi ha spiazzato più di tutti, ma forse è stato questo il bello, un film che non finisce con il solito clichè ma lo cambia.

Le riprese si sono tenute a Roma, e la scena è affiancata ad un vento astrologico particolare che è l’eclissi totale di Luna.

Piccolo cammeo sul finale, dove Bianca lasciando la fede sul tavolo, ricorda la trottola usata da Leonardo Di Caprio nel film Inception con i suoi risvolti onirici.

CONSIGLIATO: SI VOTO: 9/10

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NO ESCAPE – COLPO DI STATO

Ho girato per caso su Sky Cinema e mi sono imbattuta nel film “No Escape – Colpo di Stato” , che ha come protagonisti Owen Wilson e Pierce Brosnan.
Il “biondino” della commedia americana, interpreta, nel film del regista americano John Erick Dowdle, un ingegnere che lavora presso una società che costruisce acquedotti.

Nonostante l’invenzione di una particolare valvola, il cambiamento economico tanto agognato non avviene, e lui insieme alla sua famiglia è costretto a trasferirsi in un paese asiatico, per proseguire la sua carriera di ingegnere.

Il giorno dopo essere arrivati, il paese affronta un colpo di stato, che ha lo scopo di rovesciare il governo centrale e scacciare se non peggio uccidere tutti gli occidentali residenti proprio nel paese e che hanno a che vedere proprio con l’acquedotto.

Per tutta la famiglia inizia un incubo che sembra non aver fine, sono costretti a scappare per non venire uccisi dal commando.

Ad aiutarli nella fuga, c’è Hammond (Brosnan) che non è altro che un agente sotto copertura.

L’unica salvezza è raggiungere il confine Vietnamita, dal momento che anche l’ambasciata Americana è stata colpita dai combattenti.

Il film non malvagio, ne ho visti di peggio, mi ha messo abbastanza ansia da renderlo interessante.

Owen Wilson nei panni del papà premuroso, coraggioso, insomma una sorta di Chuck Norris, non è malvagio e lo preferisco mille volte al personaggio da commedia.

Tra l’altro ho rivisto recentemente “Haunting- Presenze” di cui Owen fa parte del cast e di cui ne farò a breve una recensione.

CONSIGLIATO: SI VOTO: 7/10

DEADPOOL

DeadPool è un film del 2016 che vede alla regia Tim Miller.
I personaggio appartiene alla famiglia Marvel, ed è interprato da un bravissimo Ryan Reynolds.

Prima di diventare un supereroe Dead era Wade, ex agente delle forze speciali che dopo essere stato congedato con disonore decide di intraprendere la carriera da mercenario.

Dopo aver svolto uno dei suoi incarichi, decide di recarsi presso il bar del suo amico Weasel, frequentato prevalentemente da Sicari e gente di malaffare, dove viene organizzata una lotteria chiamata “Deadpool” dove ognuno scommette sulla morte dell’altro, ed è proprio all’interno del locale che Wade incontra la donna della sua vita, Vanessa.

Dopo mesi di passione tra i due, Wade decide di chiedere a Vanessa di sposarlo, ma dopo aver ricevuto lo sperato “Si” , si accascia al suolo.

Le analisi confermano che Wade è affetto da un tumore in fase terminale e che nessuna cura sarebbe in grado di sconfiggerlo, così scoraggiato e ormai convinto di morire decide di recarsi al bar.

Proprio li incontra un uomo conosciuto come il “RECLUTATORE” che afferma di essere in grado di guarirlo e donargli anche dei poteri sovraumani.

Wade convinto che con questa occasione possa tornare dalla sua Vanessa e sposarla, decide di accettare la proposta.

La clinica dove viene portao non è altro che un laboratorio gestito da Francis, detto Ajax, che ha rinchiuso altre persone con l’intento di far emergere il Gene X, trasformandoli in mutanti con orribili torture.

Wade cerca di resistere a tutte le torture, ma soccombe alla camera iperbarica, la quale sottraendogli ossigeno, fa scattare il suo Gene X, che gli conferirà poteri, ma che deturperà per sempre il suo aspetto.

Grazie ai nuovi poteri riesce a liberarsi, e da quel giorno in poi il suo unico obiettivo sarà quello di dare la caccia a Francis.

E’ proprio da qui che parte il film, infatti la scena iniziale vede già un Wade trasformato immischiato in una sparatoria con l’intento di braccare il suo nemico, e decide quindi di spiegare al pubblico come è arrivato fin li.

A me a fatto morire dal ridere, e la colonna sonora è supenda.

Insomma è il primo film Marvel che mi è piaciuto in tutto e per tutto.

CONSIGLIATO: SI VOTO: 9/10

Torta Alessandra Knam

Dopo averla vista su Bake Off Italia, non potevi tirarmi indietro dal non provare a farla, e qualche mese fa, c’ho provato.

E’ un lavoro molto lungo, e di grande pazienza, ovviamente non posso dire che mi sia venuta alla perfezione, ma i commensali mi hanno riempito di complimenti, quindi non mi posso lamentare.

INGREDIENTI PER LA FROLLA BIANCA:

– 200 g di burro

– 200 g di zucchero

– 75 g di uova intere

– 3 g di sale

– 1 baccello di vaniglia

– 8 g di lievito

– 400 g di farina 00

INGREDIENTI PER LA CREMA PASTICCERA:

– 1 l di latte

– 2 baccelli di vaniglia

– 240 g di tuorli

– 170 g di zucchero

– 60 g di amido di mais

– 20 g di farina di riso

INGREDIENTI PER IL FRANGIPANE:

– 200 g di burro

– 200 g di zucchero

– 180 g uova intere

– 60 g di farina 00

– 200 g di farina di mandorle

INGREDIENTI PER LA DECORAZIONE:

– 150 g di amarene (quelle della Fabbri per intenderci)

– 50 g di mandorle a lamelle o tagliate a bastoncino

– 100 g di gelatina, quella per torte, non la colla di pesce

PROCEDIMENTO:

Iniziamo con la frolla, Knam, utilizza il metodo di lavorare il burro con lo zucchero e la vaniglia, a cui unisce le uova, il lievito e il sale. Voi, o come ho fato io, ho utilizzato, il classico metodo a fontana.

Una volta scelto il metodo, una volta fatta la vostra palla di frolla, deve riposare per mezz’ora.

Ora passiamo alla crema pasticcera, anche in questo caso potete seguire il metodo del maestro, eseguendo la crema pasticcera con metodo vulcanico oppure con il classico procedimento.

METODO VULCANICO: Versate il latte in una casseruola, unire la polpa e la stecca di vaniglia, tagliata a metà per il lato lungo.

Fate scaldare sul fuoco. Montate nella planetaria o a mano con la frusta i tuorli con lo zucchero, ed incorporate le farine setacciate.

Quando il late bolle, togliete la stecca ed unite il composto di farina e uova, senza mescolare. Quando vedrete che il latte bolle (creando questo effetto di eruzione vulcanica) spegnete il fuoco e mescolate la crema.

“All’inizio è abbastanza difficile da comprendere ma quando lo proverete ve ne innamorerete subito”

Procediamo con la preparazione del frangipane. Montate con la frusta il burro e lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso. Unite a filo le uova sbattute, amalgamate, ed unite le farine.

Una volta fatti tutti questi passaggi, componiamo la nostra torta, iniziando con la frolla, che deve essere stesa a 3mm.

Prendete la tortiera da 20 cm e imburrata e infarinata, e adagiatevi la frolla.

Farcite con il frangipane, fino a quasi metà della tortiera. Tritate le amarene che andrete a disporre sopra l’ultimo strato. L’altra metà del frangipane, unitelo alla crema pasticcera e completate la torta. Decorare con le mandorle.

FORNO: 175° per 35 minuti

Una volta raffreddata cospargere con la gelatina

Strudel di mele

 

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INGREDIENTI PER L’IMPASTO:

– sale 1 pizzico

– 30 ml di acqua tiepida

– 1 uovo medio

– 1 cucchiaio di olio evo

– 125 g di farina 00

PER IL RIPIENO

– 750 g di mele

– 60 g di zucchero

– 1 cucchiaino di cannella

– 25 g di pinoli

– 50 g di uvetta

– 2 cucchiai di Rum

– 1 scorza di limone

– 100 g di burro

– 75 g di pangrattato

PREPARAZIONE:

iniziamo con l’impasto: in una ciotola versate la farina e il sale, poi l’uovo, l’acqua, e l’olio evo.

Impastate il tutto con “tanta” energia, per rendere l’impasto consistente.

Per aiutarvi, potete ungere leggermene il piano di lavoro , per rendere l’impasto elastico. Formate una palla, ungetela con l’olio, copritela con la pellicola e lascia tela riposare al fresco per un’ora circa.

Nel frattempo mettete a bagno l’uvetta con il rum; in una padella sciogliete 50 gr di burro e quando è pronto aggiungete il pan grattato. Mescolate il tutto con un cucchiaio di legno e lascia telo rosolare per qualche minuto, dovrà prendere un colore scuro, tipo caramello, attenzione però a non bruciarlo.

Ora occupiamoci, di sbucciare le mele, tagliatele in 4 spicchi e poi a fettine sottili. Mettete le mele in una ciotola, aggiungete lo zucchero e i pinoli, la scorza del limone grattugiata, la cannella, l’uvetta (ben scolata e strizzata).

Attenzione: gli ingredienti devono essere mescolati tra loro, ma non devono stare tanto tempo in macerazione, a causa dello zucchero, che ha il brutto vizio di rilasciare l’acqua.

Mettete a fondere del burro.

Prendete il panetto di pasta, stendetelo su un canovaccio infarinato, dandogli una forma rettangolare, le misure sono 35×45.

Con un pennello, cospargete un po’ di burro fuso, lungo i bordi, nel mezzo versate in pangrattato, e con l’aiuto di una spatola cospargetelo su tutta la superficie.

Adagiate, il composto di mele, e arrotolate lo strudel dal lato più lungo.

Disponete lo strudel su una teglia, ricoperta di carta forno, con le chiusure ricolte verso il basso.

Spennellate con del burro fuso.

Forno: preriscaldato 200° per 40 minuti circa.

Misery non deve morire

Stamattina, ho deciso di rivedere un classico, un film…..leggero….senza troppi colpi di scena, o scene cruente, insomma un film poco impegnativo.

Misery non deve morire, è la trasposizione del romanzo “Misery” di Stephen King, opera del regista Rob Reiner.

Devo dire che fa sempre un certo effetto, vederlo, e credo che sia l’Oscar che il Golden Globe vinti da Kathy Bates siano stati meritati.

Paul Sheldon (James Caan), scrittore famoso, ha finito l’ultimo capitolo della celebre serie di romanzi che avevano come protagonista, una donna di nome Misery, e per sua volontà ha deciso che sarebbe morta.

Decide così di prendere l’auto e raggiungere la casa editrice, per consegnare il prezioso manoscritto.

Purtroppo le strade sono piene di neve e una tempesta si sta per abbattere sul paesino di del Colorado.

Infatti dopo pochi km, l’auto sbanda e finisce in un burrone.

La “fortuna” vuole che una’infermiera di nome Annie Wikes, soccorra lo scrittore, e lo porti a casa sua per guarirlo dalle ferite.

Quando, Paul, si risveglia è immobilizzato a letto, con le gambe fratturate, impossibilitato a camminare.

Al suo fianco, Annie, lo accudisce,e lo informa che la momento, a causa del mal tempo, le strade sono impraticabili e le linee telefoniche interrotte, quindi raggiungere o contattare un ospedale non è al momento possibile.

Essendo, l’infermiera, una fan scatenata dello scrittore, riesce a ricevere il consenso di leggere la bozza del romanzo.

Le cose sembrano andare, abbastanza bene, ma arriva il giorno in cui Annie, scopre la sorte della sua eroina, Misery, e inizia a mostrare il suo vero carattere.

Per prima cosa, costringe Paul a bruciare il manoscritto, obbligandolo a riscriverlo da capo cambiando il finale, fino a quando non sarà perfetto e di suo gradimento.

Nel frattempo, i familiari e la casa editrice si domando dove possa essere finito Paul, così chiamano lo sceriffo della città, che anche se pur riluttate inizia ad indagare.

Lo scrittore, capisce che Annie è disturbata mentalmente, e così escogita un modo per fuggire, ma l’unica cosa che riesce a fare è girare solo all’interno dell’abitazione, dove scopre che la donna tiene, un album con alcuni ritagli di giornali.

Scorrendo le pagine, trova foto di lei da bambini, ma anche articoli di giornale che parlano di infanticidi, di cui Annie sembra essere la principale sospettata.

Impaurito e sconvolto, dal fatto che la sua “curatrice” sia una spietata serial killer, decide di prendere un coltello e nasconderlo sotto il letto, la sua intenzione è quella di ucciderla e scappare.

Purtroppo Annie, scopre, che uno dei suoi tanti oggetti del salotto, è stato spostato, e ne deduce quindi, che Paul è riuscito ad uscire dalla sua stanza, e per evitare che succeda di nuovo, con un martello gli rompe le caviglie.

La donna, sta per prendere una decisione, uccidere entrambi per vivere finalmente il loro sogno d’amore.

Ma Paul, riesce a convincere la donna, che prima di compiere quell’estremo gesto, deve finire il romanzo e far vivere Misery.

Così dopo alcuni giorni, il romanzo è finito, e Paul organizza un festino con la sua aguzzina, chiede quindi i 3 oggetti indispensabili quando lui finisce i suoi romanzi: una bottiglia di spumante, una sigaretta e un fiammifero.

Ad Annie, non sembra vero, ma lo scrittore a tutt’altra intenzione.

Con la scusa di mandarla in cucina, a recuperare un secondo bicchiere per il brindisi, Paul versa della benzina sul manoscritto e gli da fuoco, presa dalla disperazione la donna cerca di spegnere il fuco, e da li si innesca una lotta tra i due.

Riuscirà Paul, a scappare da quella prigione?

Come ho detto, precedentemente, la signora Bates, ha interpretato il ruolo della serial killer, con maestria, non potevano scegliere attrice migliore, forse la Streep ma avrebbe dovuto prendere, 50 kili per entrare nel personaggio.

CONSIGLIATO: SI

VOTO: 9/10

Profumo storia di un assassino

Profumo – Storia di un assassino è un film del 2006 del regista da Tom Tykwer, tratto dal romanzo omonimo di Patrick Suskind.

Francia, 1738, quando una ragazza, tra i rifiuti del marcato di Parigi, da alla luce un bambino, che prenderà il nome di Jean- Baptiste Grenouille (Ben Whishaw).

All’inizio sembra essere morto, come i suoi fratelli, nati e deceduti poco dopo, ma il destino ha in serbo per lui altro, quindi le sue grida da neonato attirano la gente del mercato e la madre accusate di abbandono viene arrestata e condannata a morte per impiccagione.

Jean – B, viene affidato ad un orfanotrofio, gestito da Madame Gaillard, dove alcuni bambini cercando di ucciderlo soffocandolo con un cuscino.

Fortunatamente, viene salvato dalla stessa direttrice.

Il ragazzo inizia a parlare solo all’età di 5 anni, ma il suo olfatto è già sviluppato fin dalla tenera età, tanto che ne diventa il fulcro della sua esistenza.

All’età di 13 anni, lascia l’orfanotrofio, per andare a vivere con Grimal, un conciatore di Parigi che ha bisogno di giovani lavoratori.

Un giorno Jean B, seguendo il suo olfatto e gli odori che gli si presentavano, arriva a Parigi, davanti ad una profumeria, dove grazie al suo dono riesce a d individuare ogni essenza che crea un profumo.

Durante, una passeggiata serale, nei vicolo della città, incontra un odore particolare, che lo colpisce al cuore, e non appartiene a un frutto o ad altro, ma bensì ad una ragazza.

In un primo momento cerca di avvicinarla, senza successo, poi decide di seguirla, ma la ragazza spaventata urla, e lui per farla zittire la soffoca.

Da quel momento in poi, Jean ha come unico scopo nella vita quello di cercare il metodo migliore per catturare tutti gli odori.

Durante una consegna, arriva nel negozio del profumiere italiano, Giuseppe Baldini (Dustin Hoffman), ormai in rovina, che decide di sfruttare il potere del ragazzo per riprodurre il profumo del suo nemico Pellissier, Amore e Psiche.

Jean B, inizia a lavorare per il profumiere, creando nuove essenze, così da risollevare le sorti dl negozio, che rivive di luce propria.

Ma la cosa a cui tiene maggiormente, è capire e studiare la distillazione in modo tale da catturare gli odori, ma dopo vari esperimenti e la rivelazione che il metodo imparato non consente di conservare odori di cose che non posseggono odore, Jean sviene e si ammala.

Baldini, cerca in tutti i modi, di curarlo da questa malattia che lo sta portando velocemente a morte certa, confessa che ci sarebbe un altro modo per catturare gli odori, ovvero “l’enfleurange”, una tecnica che si può imparare solo a Grasse una cittadina della Provenza..

Dopo questa confessione, il ragazzo in meno di una settimana, guarisce, e in cambio di 100 formule di profumo, Baldini lo lascia partire per Grasse.

Una volta, raggiunta la città della lavanda, Jean, sapendo che il profumo è costituito da 12 essenze, uccide 12 donne estraendone l’essenza.

I cittadini, allarmati da queste morti, iniziano a nutrire sospetti su tutti, nessuno si fida più di nessuno.

Jean, decide inoltre di allontanare i sospetti su di lui, lasciando oggetti e capelli delle vittime, a casa di alcuni cittadini, che poi di conseguenza vengono accusati.

Al ragazzo manca una sola ragazza, e la sua attenzione cade sulla bellissima Laura, figlia dell’uomo più ricco e benestante della città, Richis (Alan Rickman)

Jean viene identificato come l’assassino, e mentre aspetta di essere condannato a morte, si sparge il profumo che aveva creato e tutta la popolazione estasiata esplode in un’orgia generale.