“4 mosche di velluto grigio” è un film del 1971, opera prima del maestro Dario Argento dopo Profondo Rosso, ed è il terzo capitolo della cosiddetta “Trilogia degli animali” di cui fanno parte “l’Uccello dalle piume di cristallo” e “Il gatto a nove code”.
Roberto (Michael Brandon) batterista di un complesso Rock, è da qualche tempo perseguitato da una strana e losca figura, ed un giorno deciso a scoprirne l’identità decide di seguirla.

Arrivati ad un teatro dopo una violenta colluttazione lo uccide, ma qualcuno posizionato sul loggione, travestito con una maschera, lo vede e scappa, e nei giorni successivi inizierà a tormentare il giovane.

Roberto non fa parola con nessuno, dell’accaduto, neanche con la moglie Nina (Mimsy Farmer), a cui non sfugge il fatto che c’è qualcosa che tormenta suo marito.

Dietro insistenza di Nina, finalmente Roberto le confida l’accaduto e decide di raccontarlo anche al suoi amico fidato Diomede (Bud Spencer) che gli consiglia di rivolgersi ad un investigatore privato, per la precisione al fidato Gianni Arosio.

Nel frattempo la domestica di casa Tobias, scopre l’identità del persecutore ed escogita un piano per ricattarlo, ma verrà uccisa.

Il primo persecutore di Roberto, in realtà aveva finto la sua morte al teatro, perché in accordo con il vero assassino di inscenare la sua morte, ma una volta venuta alla luce la morte della domestica decide di rompere il patto con il killer e confessare tutto a Roberto, ma anche lui verrà presto ucciso.

L’unica soluzione che ha la polizia per fermare il serial killer è di utilizzare una tecnica ancora poco diffusa e di scarsa precisione, ovvero fotografare ciò che la retina della domestica ha visto prima di morire, sperando che abbia impresso l’immagine del suo assassino.

Ciò che ne risulta è l’immagine di 4 mosche, quindi un buco nell’acqua.

Roberto, incapace di addivenire alla soluzione del caso, ha la sola possibilità di aspettare l’assassino, armato di pistola, e neanche la mogli Nina che lo prega di scappare con lei lo farà desistere.

Ed è proprio mentre caccia la moglie di casa che Roberto vede le quattro mosche di velluto grigio e di conseguenza capisce chi è il vero serial killer.

Il film dal 1992 al 2008 non è stato più trasmesso per una questioni di diritti, e non è uscito né in VHS ne in DVD fino al 2009.

Per quanto riguarda la colonna sonora, parte imporrante in tutti i film di Argento, inizialmente si pensava di affidarla alle sonorità Rock del gruppo Deep Purple, ma alla fine si è optato per Ennio Morricone.

CONSIGLIATO: SI VOTO: 7/10

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