Questo che vi propongo non e’ un film, ma un documentario su “Shining” di Stanley Kubrick, incentrato sui significati e i simboli nascosti all’interno del film stesso.

Si divide in 9 parti, ognuna delle quale lascia supporre che all’interno vi siano degli indizi nascosti piu’ o meno bene dal regista, per quanto riguarda il tema dell’olocausto e del genocidio degli indiani d’America.

La narrazione e’ un fuori campo, che unisce le parole usate ad immagini non sempre legate al film in oggetto, ma anche di altre pellicole dello stesso regista soprattutto: 2001 odissea nello spazio, Eyes Wide Shout, Barry Lindon e Arancia Meccanica.

Una teoria sul film e’ quella che tratti del genocidio degli indiani d’America attuato dal governo americano, e nel film e’ individuato nei numerosi riferimenti agli indiani stessi, nelle raffigurazioni sulle pareti, alle etichette del cibo che si trovano nella dispensa, e al fatto che l’albergo sia stato costruito su un vecchio cimitero indiano.

L”altra teoria e’ legata alla NASA e al famoso lungometraggio dell’allunaggio dell’apollo 11.

Alcuni sostengono che tale filmato sia stato montato dallo stesso regista utilizzando gli stessi effetti speciali utilizzati nel film “2001: Odissea nello Spazio” e dato che il regista non poteva parlarne con nessuno, ha inserito all’interno del film “Shining” alcuni simboli riconducibili a questa “possibile” storia, il maglione di Danny che raffigura l’apollo, la camera 237 che sarebbe stato il numero della stanza dove si e’ girato l’allunaggio, sulla cui chiave vi e’ scritto ROOM N (MOON ROOM).

Anche i continui litigi tra Jack e Wendy, rappresentano i litigi che Kubrick ebbe con la moglie, dopo che lei aveva scoperto che aveva collaborato con il governo a questa messinscena.

La terza teoria e’ quella che il film possa trattare anche del genocidio degli ebrei, e i simboli utilizzati sono la macchina da scrivere tedesca, e il continui ripetersi del numero 42, che per gli storici specializzati del periodo nazista rappresenta l’anno d’inizio della soluzione finale (lo sterminio),e  che durante la scena dell’ascia Jack reciti un brano tratto dai “Tre porcellini” da sempre considerato un cartone animato al cui interno sarebbero presenti degli stereotipi antisemiti.

L’ultimo suggerimento che ci viene dato e’ quello di seguire il film al contrario, sovrapponendo le immagini, per riscontrare altre analogie veramente da far accapponare la pelle.

Ne consiglio assolutamente la visione, certo e’ un po’ pesante da seguire, ed e’ ovvia la visione del film prima di intraprendere la visione del documentario.

e per chi ormai ha visto “Shaining” almeno 10 volte, vorra’ vederlo di nuovo, soprattutto per vedere se iresce a catturare nelle nuvole (durante la scena iniziale) il volto di Stanley Kubrick.

CONSIGLIATO: SI VOTO;8

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