Gentile di Niccolo’ di Giovanni di Massio nasce probabilmente verso il 1370 da un’agiata famiglia di Fabriano nelle Marche.

Nel 1390 suo padre si era ritirato in convento; il giovane, dunque, dovette occuparsi di se stesso ben presto, ed inoltre fu subito insofferente alla citta’ natale dalla quale si allontano’ gia’ nello stesso anno.

La sua prima opera nota e’ “la madonna con Bambino tra i Santi Nicola e Caterina e un donatore” che si trova a Berlino, da qui la possibilita’ che il pittore come prima meta, si sia recato proprio in Germania, ma non e’ da escludere anche Orvieto e la Lombardia come possibili citta’ che ospitarono lo stesso.

Nel primo decennio del 400 abbiamo le prime vere notizia su Gentile, che lo collocano a Venezia dove stava dipingendo gia da alcuni anni una tavola (ora perduta) per Giovanni Amadi.

Nel 1409 molto probabilmente era intento a dipingere “la battaglia navale tra i veneziani e Ottone III” in Palazzo Ducale stesso, nella sala del Maggior Consiglio (andata distrutta).

Nel 1414 e’ a Brescia (fino al 1419) per affrescarvi una cappella,andata distrutta, nell’antico Broletto, su commissione di Pandolfo Malatesta.

Nel 1418 dipinge una tavola da donare al papa; l’anno dopo finiti gli affreschi nel Broletto, chiede un salvacondotto dal Carmagnola per un viaggio di 15 giorni accompagnato da 8 persone e 8 cavalli, come un vero signore.

Nel 1420 Gentile si trova a Fabriano, intenzionato a viverci fino alla morte, o almeno cosi’ dichiara in un documento per giustificare una richiesta di esonero del pagamento dei tributi.

Nel 1422 pero’ lo troviamo a Firenze dove il 21 novembre si iscrive all’Arte dei medici e speziali. Nel maggio 1423 firma “L’adorazione dei Magi” eseguita per la cappella che avevano in Santa Trinita’ gli Strozzi, la famiglia piu’ ricca di Firenze di quegli anni.

Nel maggio del 1425 Gentile firma il Polittico per la cappella Quaratesi in San Niccolo’ Oltrarno. Nello stesso anno si sposta a Siena dove abita tra il giugno e il luglio, per eseguire la “Madonna dei Notai” per l’Ufficio dei Banchetti nel Pubblico Foro, oggi perduta.

In ottobre lo troviamo ad Orvieto, dove dipinge l’affresco nel Duomo “Madonna col Bambino”.

Viaggia anche verso Roma per dipingere gli affreschi (ora perduti) in San GIovanni Laterano.

Il pittore muore lo stesso anno.

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