Finalmente dopo tanto tempo, sono riuscita a leggere “I delitti della Rue-Morgue”, contenuto nei “Racconti” dei Classici della Bur, preso rigorosamente in biblioteca.

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Che dire per essere uno dei primi polizieschi del mondo della letteratura devo dire che mi ha sorpresa in positivo, dato che ho sempre collegato la figura di Edgar Allan Poe piu’ a un maestro del brivido, e dei racconti grotteschi e fantasiosi.

Il titolo originale dell’opera e’ “The murders in the Rue Morgue”, ma e’ anche conosciuto anche con altri titoli come “Duplice delitto della R.M” o “Gli assassini delle R.M”.

Il racconto appare per la prima volta nel 1841 su una rivista, mentre la prima edizione e’ del 1845, quando a Londra fu pubblicata la raccolta “TALES”.

Il prologo, si concentra sull’esame approfondito di alcuni giochi, come gli scacchi, la dama, il whist (gioco simile al bridge) e le capacita’ che l’uomo deve avere per interagire con essi.

Da questo incipit, il narratore, inizia a raccontare, il fatto di cronaca, che ha portato lui e l’investigatore Auguste Dupin ad interrogarsi sul possibile assassino, fino alla soluzione finale.

Siamo a Parigi, piu’ precisamente nella via Rue Morgue, quando nel bel mezzo di una notte, vengono ritrovate assassinate Madame L’Espanaye e la figlia Camille, che abitavano in un appartamento al quarto piano di uno stabile.

L’anziana donna, viene trovata nel cortile interno, mutilata e con la gola tagliata, la giovane invece strangolata e nascosta nella cappa del camino.

La gente e la polizia attirata dalle urla delle vittime, cercano di sfondare la porta, ma ormai per le due non c’era piu’ nulla da fare.

Il caso si presenta in un primo momento un vero rompicapo, in quanto la porta e le finestre, risultavano ermeticamente chiuse, e la possibilita’ che il presunto assassino fosse passato dalla cappa del camino era un ipotesi poco credibile.

A tutto questo, si aggiungono i vari testimoni giunti sulla scena attirati dalle urla, che dichiarano di aver sentito sia le voci delle due donne, ma anche di aver udito una voce che parlava una lingua sconosciuta.

Dupin accompagnato da un amico (che e’ il narratore, che racconta in prima persona le vicende), decide di compiere un investigazione piu’ approfondita del luogo del delitto, per cercare qualche prova e soprattutto trovare l’assassino.

Entrambi constatano l’iniziale impossibilita’ di poter sfuggire da quell’appartamento, ma le ricerche portano alla conclusione che nulla e’ come sembra, infatti un chiodo che sembrava intatto era in realta’ rotto e che con il sostegno di una molla, dava l’impressione contraria, quindi l’assassino sicuramente era passato dalla finestra.

Il salto pero’ sarebbe stato mortale, quindi deve essersi per forza calato dal muro, ma le pareti sono troppo lisce e nonostante le ante dell’appartamento di fronte potessero fare da aiuto all’assassino, tutto sembra propendere sul fatto che l’assassino non sia un essere umano.

Come sempre non voglio svelare il finale.

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2 pensieri su “I delitti della Rue-Morgue – Edgar Allan Poe

  1. Sì quel racconto è il più famoso. Il delitto e l indagine. … scena favolosa quando i testimoni “sentono” parlare l assassino in diversi linguaggi. … ☺. Grazie per il post.

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