Era mia intenzione andare a vedere questa pellicola al cinema, ma il mio compagno di avventura, dopo averlo proposto ha arricciato il naso, perche’ aveva letto recensioni negative, preferendo scegliere “Youth – Giovinezza” di Sorrentino (io mi sono rifiutata). Fiduciosa in un suo ripensamento, ho atteso, ma invano, quindi ieri l’ho visto.

Child 44 – Il bambino n.44 e’ un film del 2015 diretto da Daniel Espinosa, regista svedese, ma di origine cilena, gia’ apparso sugli schermi con il film “Safe House -Nessuno e’ al sicuro”.

Il film e’ ispirato alle vicende del mostro di Rostov (Andrej Romanovic Cikatilo), infatti e’ bene sottolineare che non e’ la trasposizione originaria della vicenda sanguinosa del killer, ma bensi’ una visione dell’insieme, anche perche’ la storia narrata nel film e’ antecedente i fatti realmente accaduti, e comunque non del tutto veritieri.

Inoltre la pellicola, e’ l’adattamento cinematografico del romanzo omonimo, scritto da Tom Rob Smith nel 2008.

Ci troviamo a Mosca nel 1952, Leo Demidov (Tom Hardy) e’ membro della polizia sovietica dell’MGB, rispetto agli altri commilitoni, dietro a quella faccia da cattivo, si intravede un animo buono, non propenso allo sterminio di donne e bambini, ma comunque dedito al compito di sterminare i traditori della Russia, il suo attegigamento non va a genio al resto della squadra, che per proteggere la propria patria non guardano in faccia a nessuno.

La storia viaggia due binari inizialmente distanti ma che con il tempo di uniranno. Il primo binario vede la vita privata di Leo, messa alla priva quando, Anatoly Brodsky (Jason Clark) spia, sotto tortura denuncia i nomi dei suoi “alleati” tra cui la moglie di Leo, Raisa Deminov (Noomi Rapace).

Il nome arriva sulla scrivania del Maggior  Kuzmin (Vincent Cassel) che chiede a Deminov di scoprire se realmente la moglie e’ una spia, e di denunciarla.

Per l’agente, e’ una scelta veramente difficile, denunciare la donna che ama significa condannarla a morte, non farlo significa condannare a morti lui e l’intera famiglia.

Propende, per la seconda soluzione, quindi il commando decide di prelevare la coppia dalla propria casa e spedirli in un gelido avamposto presso i monti Urali, presso la milizia russa.

Il secondo binario invece, riguarda il ritrovamento, del corpo di un bambino  nudo, nei pressi della ferrovia.

Il ragazzino e’ figlio del miglior amico di Leo, Alexei Andreyev, spetta proprio a lui comunicare come il figlio sia morto, nascondendo alcuni particolari importanti.

Le strade si incrociano quando, anche nel paesino dove sono giunti marito e moglie, vengono scoperti altri cadaveri di ragazzini, nudi.

le indagini sono svolte dal Generale Mikhail Nesterov (Gary Oldman), all’inizio perplesso e poco fiducioso dell’operato di Leo, ma successivamente la loro forte alleanza nello scoprire la verita’ gli unira’ piu’ che mai.

Nel frattempo, Raissa viene piu’ volta contatta da Vasili Nikitin (Joel Kinneman), ex collega del marito, segretamente, forse, innamorato di lei, e sicuramente fautore dell’allontanamento della coppia da Mosca, per convincerla a tornare a casa, la sciando da solo Leo (unico vero obiettivo).

Ma anche Leo e Raissa hanno tanti segreti, e la condizione, in cui sono costretti a vivere, li portera’ ad aprirsi uno con l’altra. Infatti Raissa confessa, di non averlo mai amato, e che lo ha sposato solo per paura, sapendo che faceva parte dell’MGB, un suo possibile rifiuto avrebbe significato la morte o qualche punizione.

La ricerca del mostro, pone fine, al passato della coppia, che inizia un percorso nuovo insieme.

Una curiosita’: il film in Russia e’ stato bandito.

Mi permetto solo di dire una cosa: vedere Joel Kinneman nel ruolo del cattivo, mi ha stretto il cuore, perche’ abituata a vederlo in ruoli da buono, fa un certo effetto, comunque complimenti perche’ rimane sempre bello (Parere personale).

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2 pensieri su “Child 44 – Non esistono omicidi in Paradiso

    1. Si beh ne ho visti di film migliori ma ne ho visti anche di peggiori, a mio avviso è nella media, sono contenta di non essere andata al cinema a vederlo, perché ne sarei comunque uscita delusa. Per quanto riguarda Sorrentino, sarà perché non mi fido di uno che ringrazia “Maradona” per aver vinto l’oscar, mi da l’impressione di essere un film pesante….forse per chi ama la musica classica come il mio amico può andar anche bene.
      Io avevo iniziato a leggere “la montagna incantata” di Mann da cui ha preso spunto, per alcuni versi, il film di Sorrentino…..na noia dopo 5 pagine ho smesso.

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