Il primo ricordo documentato di Duccio risale al 1278 e consiste in un annotazione di pagamento di 40 soldi, che gli sono state corrisposti dal Camerlingo del Comune di Siena, per aver pitturato 12 casse per la custodia di atti pubblici.

Da questo si e’ dedotto che Duccio sia nato all’incirca tra il 1255 e il 1260, figlio di un Buoninsegna che abitava a San Donato di Camporegio.

Tra il 1270 e 1280, il pittore, abitava a Siena, lo si evince da una multa di 100 lire intestata allo stesso Duccio, di cui si ignora il reato.

Il 15 aprile del 1285 la Compagnia dei Laudesi di Santa Maria Novella (Firenze), gli commetteva la grande tavola, identificata con la “Madonna Rucellai”: ma l’8 ottobre dello stesso anno Duccio torna di nuovo a Siena, dove per 8 soldi gli viene chiesto di pitturare le copertine della Bicherna,a cui ne seguirono altre negli anni a venire.

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L’unico lavoro importante, prima della “Maesta’” e’ quello di una tavola con predella (oggi perduta) per l’altare della cappella interna del Palazzo Pubblico.

Alcuni documenti, testimoniano, il carattere irrequieto del pittore, che lo vedevano molto smesso punito con salatissime multe, una di queste gli viene inflitta, perche’ si rifiuto’ di prestare giuramento di fedelta’ al Capitano del Popolo, un’altra per non essere unito alle milizie combattenti, e per aver fatto uso di stregoneria e tanti altri motivi.

Nel 1304 risultava essere proprietario di una vigna a Castagneto, segno che la sua situazione economica era piu’ che stabile.

Nel 1308 gli viene commissionata la “Maesta’ ” per l’altare maggiore del Duomo, che fu compiuta e trasportata solennemente, con una grande partecipazione da parte del popolo, nella cattedrale il 9 giugno del 1311.

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Nello stesso anno, strangolato dai debiti, fissa la sua dimora a San Quirico presso la Porta Stalloreggi, dove aveva la bottega. Mori’, forse, alla fine del 1318, lasciando la moglie Taviana e sette figli (che rifiutarono l’eredita’) di cui due seguirono le orme del padre, Galgano e Giorgio.

altre opere sono:

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Madonna col Bambino (museo del Duomo di Siena), proveniente dalla Chiesa di Santa Cecilia a Crevole e’ prima opera che la critica riconosce a Duccio.

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Madonna in trono con bambino e sei Angioli, e’ stata un’opera discussa in quanto solo nel 1930 si pote’ assegnare al pittore Duccio, poiche’ alcuni l’avrebbero assegnata al Cimabue.

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