Ieri sera si e’ conclusa la prima stagione di “Squadra Mobile” andata in onda su Canale Cinque.

Parlo di prima stagione, perche’ a seguito del finale di ieri sera, si presume, anzi ci sono gia’ le  anticipazioni sulla produzione della seconda stagione.

Il telefilm, italiano, e’ uno spin-off della fortuna serie “Distretto di Polizia” (che ha chiuso i battenti con l’undicesima stagione nel 2012) in quanto il commissario, Roberto Ardenzi, interpretato da Giorgio Tirabassi e’ presente in entrambe le fiction.

Girata completamente, a Roma e dintorni, di certo non ci fa rimpiangere le avventure dei suoi ex colleghi del X Tuscolano.

Io sono certa, che quando un programma arriva a farti detestare, i “cattivi” di turno ha fatto centro, e cosi’ e’ stato per “Squadra Mobile”, anche se leggendo qua e la nel web lo share non e’ stato dalla loro, premiando una replica di una replica del Commissario Montalbano.

Oltre al gia’ conosciuto Giorgio Tirabassi, che interpreta il vice questore aggiunti, si uniscono al cast anche Daniele Liotti nel ruolo di Claudio Sabatini, capo della squadra narcotici, ha una relazione segreta con il vice questore Emanuela Zaccardo, interpretata da Marta Zoffoli (I cesaroni).

La squadra e’ formata da Sandro Vitale (Antonio Catania – Tutti per Bruno e Cosi’ e’ la vita)un uomo che dopo la morte del figlio combatte contro il vizio dell’alcool, Isabella D’amato (Valeria Bilello), donna con alle spalle un infanzia di violenza che la porta a combatte con le donne contro il femminicidio, certe volte questa sua voglia di vendetta le fa rischiare il posto di lavoro.

Marco Rossetti (RIS) e Serena Rossi (Un posto al sole) sono rispettivamente Riccardo Pisi e Valeria Goretti, oltre a essere colleghi sono uniti da una forte attrazione fisica.

Gli ultimi a comporre il team sono Giacomo Polena (Pippo Crotti), padre divorziato con il figlio a carico, e Roberta Cruciani (Elena di Cioccio), sorella del fidanzato della collega D’amato.

Oltre alle vicende che affollano il commissariato, la serie segue anche un filone centrale che e’ quello dell’agente corrotto, che vuole mettere in difficolta’ l’intera unita’ lasciando dietro di se parecchi morti, sara’ quindi compito di ognuno cercare di fermare il presunto colpevole.

Rispetto alle altre fiction del genere, questa da ampio margine alla storia centrale, lasciando dietro le quinte le singole storie, si concentra molto sulla lotta contro la violenza alle donne, certe volte a mio avviso esasperandola eccessivamente.

Forse anche l’interpretazione della stessa attrice, risulta pesante e fuori luogo.

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Un pensiero su “Squadra Mobile – ci avviamo verso la seconda stagione

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