Giovedì sera, insieme al mio amico Federico, sono andata al cinema a vedere “Se Dio Vuole”, film di Edoardo Falcone, con interpreti del calibro di Marco Giallini (Tommaso), Alesandro Gassman (Don Pietro) e Laura Morante (Carla).

Film stupendo, divertente, la cosa che mi ha stupito di più sono stati gli attori minori, quelli che facevano da cornice al film, ma che sono risultati i più divertenti.

Un plauso va a Edoardo Pesce, che interpreta Gianni, l’avevo già notato in “Romanzo Criminale – la serie”, e l’ho rivisto nella serie “I Cesaroni” dove interpretava il fratello omosessuale (Achille Cesaroni) di Giulio e Cesare.

Anche Ilaria Spada (Bianca), anche se poco nota al grande pubblico, se non per la sua love store con Nicolas Vaporidis, è superlativa.

Che dire poi di Laura Morante, fantastica come in tutte le sue interpretazioni, la figura di moglie sempre sopra le righe è il ruolo che le viene meglio.

Il film tocca due argomenti principali: 

Il primo è la famiglia, in questo caso quella di Tommaso, stimato cardio-chirurgo, severo e pretenzioso sul lavoro ma anche a casa, sposato con Carla, nullafacente, depressa, che ha dentro di se tanti sogni, mai realizzati, e i due figli  Bianca, sposata con Gianni, eterna ragazzina, vive sullo stesso pianerottolo dei genitori, e ogni sera si autoinvito al cena da loro, perché non sa cucinare. Gianni il marito di Bianca, è un agente immobiliare, che cerca in ogni modo di farsi volere bene dai suoceri, che non lo vedono di buon occhio perché non realizzato economicamente. 

Alla fine troviamo Andrea il figlio più piccolo, studente di medicina ma con un progetto di vita differente, rispetto a squillo che i suoi genitori avevano prospettato per lui.

Il tema “famiglia” si palesa quando Andrea decide di comunione alla famiglia di entrare in seminario, diventando prete. 

I sogni dei genitori che lo volevano medico si infrangono, e sopraggiunge il tema della fede che si scontra con la razionalità della medicina.

Il film quindi segue, questi due binari paralleli della famiglia e della fede, in modo egregio, aggiungendo anche l’amicizia contrastante tra un prete è un medico e in alcuni casi la drammaticità, ma tenendo comunque costante la comicità.

Tra varie vicessitudini, si arriva alla fine del film, tutt’altro che banale, ad interpretazione, lanciando un messaggio di tipo filosofico religioso ” che bisogna cercare di vedere al di là del proprio naso”

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