Varazze -18 aprile 2015

Alcuni mesi fa ho ricevuto l’invito per partecipare a una conferenza “l’Europa musicale durante la grande guerra“.

Quindi essendo il relatore, Federico Ferrari, un mio carissimo amico, ho deciso di andare.

All’inizio ero un po’ scettica, questo perché i gusti musicali miei e di Federico non hanno un punto di incontro, quindi mi vedo costretta a dare alcune delucidazioni; io sono un’estimatrice della musica Rap, hardcore, rock insomma “Strong” Music, il mio amico è si un estimatore della musica “forte” ma di quella classica. Ha una vera e propria passione, suona l’organo, di cui ne ha un esemplare proprio a casa, dove si esercita, cercando di migliorare sempre il suo stile (specifico che è un autodidatta) 

Non è che la musica classica non mi piace, anzi devo dire che in alcuni casi mi aiuta molto a rilassarmi o darmi carica, e devo dire che questa conferenza a dispetto delle mie iniziali titubanze, è stata molto interessante, forse grazie anche alle capacità oratorie del relatore.

L’incontro si è svolto all’interno del Palazzo Beato Jacopo ( ex sede del comune di Varazze) oggi Ufficio turistico e centro conferenze.

Questa lezione storico/musicale non è stata scelta a caso, ma è stata curata nei minimi dettagli in quanto quest’anno cade il centenario della Grande Guerra (1915-2015) dove vi è stato il sacrificio di molte uomini, italiani e non, di cui 115 soldati varazzini che partirono senza fare più ritorno nella loro amata cittadina, tra le braccia dei propri familiari.

 Prendo posto in seconda fila, e inizialmente la sala sembra quasi deserta, ma il tempo di un batter di ciglia ed ecco giunger sempre più gente, dopo cinque minuti la piccola sala era già gremita, e alcuni aiutanti andavano in giro per le sale a raccogliere altre sedie per far sedere la gente che ancora cercava di entrare.

Alle 16.30 inizia la conferenza, il fulcro è quello di fare un viaggio tra le nazioni protagoniste della Prima guerra mondiale :Germania, Italia, Inghilterra e Francia, ma tutto sotto il profilo musicale, cioè gli autori che con la loro musica hanno voluto dare omaggio ai caduti, o mettere nelle loro opere, la loro esperienza sul campo di combattimento.

Si inizia con l’Inno Tedesco “Das Lied der Deutschen”, che proprio tedesco non è.

Ecco infatti che il relatore ci introduce nella reale storia di questo inno, che è di origine austriaca, in quanto il vero inno tedesco” Heil dir im Siegerkranz” era molto simile all’attuale inno Inglese “Good Save the Queen”, essendo che tra Germania e Inghilerra non correva buon sangue ecco prendere spunto dalla composizione di Joseph Haydn del 1799 dedicata all’Imperatore del Sacro Romando Impero, Francesco II d’Asburgo, per identificare il nuovo Inno Tedesco che noi tutti conosciamo.

Il signor Ferrari ci introduce la figura di Max Reger , nato a Brand nel 1873, grande compositore, anche se ossessionato da una psicosi e un malessere interno, che lo accompagnerà fino alla morte.

Questo suo stato, è dovuto in un primo momento al contrasto con i proprio genitori, che ostacolavano il suo percorso musicale, e successivamente da un matrimonio con una donna divorziata, che lo allontanò dai circoli cattolici.

L’opera che ci viene presentata è il “Requiem”, dedicata alle vittime delle guerra.

Da un autore, minore, ma di grande capacità, si passa a due icone della musica classica, che non si può non conoscere, Bach con “La Passione secondo Matteo” e la “Passione secondo Giovanni” e Brahms “Requiem”.

Dopo, questa pagina tedesca, proseguiamo il nostro viaggio, raggiungendo l’Italia, più precisamente Torino dove nasce Alfredo Casella, classe 1883, compositore e pianista italiano.

Di lui ci viene proposta “Elegia Eroica”, anch’essa dedicata “alla memoria di un soldato morto in guerra”, la caratteristica di quest’opera è il rintocco della celesta, su cui si leva la melodia del flauto, e la tromba in sordina che suona l’ “Inno di Mameli”.

In un secondo, ci ritroviamo in Inghilterra, al cospetto di Sir Charles Parry, e la sua “Song of Farewell”, devo dire che non sono stata molto attenta quindi non mi ricordo molto, di questa presentazione.

Sono stata di nuovo rapita, alla fine del tour,  trovandoci al cospetto di Debussy e Ravel, nella bellissima Francia.

Claude Debussy è stato un compositore e pianista francese, e di lui ci viene presentata “Noël des enfants qui n’ont plus de maison”, una canzone natalizia e al tempo stesso una canzone contro la guerra.

La Storia di Ravel invece  è più ricca di eventi, partecipa al conflitto mondiale e viene segnato dalla morte della madre, che lo fà cadere in un stato depressivo, che lo costringerà a lasciare l’esercito.

“Le tombeáu de Couperin” è una suite per pianoforte composta da Maurice Ravel, di cui ci viene proposto l’ascolto, dedicata a due fratelli deceduti in guerra, molto amici di Ravel.

La conferenza si conclude con l’intervento di un bersagliere in bicicletta, che elogia il relatore, come una persona così giovane, appassionato di musica, con un eccellete dialettica, di cui Varazze dovrebbe essere orgogliosa di avere una rappresentanza di tale calibro, quale Federico Ferrari.

Applausi a non finire, per lui, ma il dibattito continua con una piccola biografia di Enrico Toti, uno dei più famosi bersaglieri in bicicletta, di lui si ricorda il fatto di aver perso una gamba durante il suo lavoro nella ferrovia, ma che nonostante la menomanza abbia preso la sua bicicletta viaggiando per mezzo mondo.

Quando torna in Italia, viene chiamato in guerra dove perde la vita.

Veniamo infine congedati, con l’inno di bersaglieri.

È stata una bellissima e interessante conferenza. Stupore per la grande partecipazione di varazzini, all’evento.

I complimenti vanno sicuramente al relatore Federico Ferrari, che ha saputo incantare la platea di spettatori con un linguaggio semplice e incisivo, anche per le persone come me che di musica classica non se ne intendono.






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Un pensiero su “L’Europa musicale durante la grande guerra – Federico Ferrari

  1. Molto bello questo articolo! Sarebbe stato davvero interessante ascoltare la conferenza tenuta dal relatore di cui parla… Ci saranno altri suoi interventi in futuro?

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